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Fari accesi anche di giorno: quando è obbligatorio secondo il Codice della strada?

17.09.2026

di Valeria Giannoni

Se accendere i fari dell’auto col buio è un’attività intuitiva, non tutti sanno che, in alcuni casi, sussiste l’obbligo di tenerli accesi anche di giorno.  La disciplina fondamentale si trova negli articoli 152 e 153 del Codice della strada.

Fari accesi di giorno: cosa dice il Codice della strada

Il punto di partenza è l’art. 152 del Codice della strada rubricato “Segnalazione visiva e illuminazione dei veicoli”.

La norma opera una prima distinzione basata sul tipo di veicolo:

– i veicoli a motore hanno l’obbligo di usare le luci di posizione, i proiettori anabbaglianti e, se prescritte, le luci della targa e le luci d’ingombro, durante la marcia fuori dai centri abitati.

Quindi, in condizioni normali, un’autovettura che viaggia in un centro abitato non è tenuta all’accensione dei fari. Se, invece, la stessa procede su una strada extraurbana (es. tangenziale, autostrada ecc.) sussiste l’obbligo di accendere le luci anche in pieno giorno.

-i ciclomotori, motocicli, tricicli e quadricicli, invece, hanno l’obbligo di tenere accese le luci sempre, a prescindere dal tipo di strada percorsa.

Fari accesi di giorno in galleria

Ci sono, poi, altre situazioni in cui l’obbligo di utilizzare i dispositivi di illuminazione scatta anche durante il giorno.

L’art. 153 del Codice della strada stabilisce infatti che, durante la marcia, le luci devono essere accese nelle gallerie, indipendentemente dal fatto che sia giorno o notte. 

Questo significa che un’automobile che sta percorrendo una strada urbana in pieno giorno e in condizioni di perfetta visibilità con i fari spenti, dovrà accenderli se entra in una galleria, stante l’obbligo previsto dall’art. 153 del codice della strada.

Fari accesi di giorno con nebbia, neve o forte pioggia

L’obbligo non dipende soltanto dal luogo nel quale si sta viaggiando.

Durante il giorno le luci devono essere utilizzate anche in presenza di determinate condizioni atmosferiche o di scarsa visibilità.

L’art. 153 del codice della strada richiama espressamente:

  • nebbia;
  • caduta di neve;
  • forte pioggia;
  • ogni altro caso di scarsa visibilità. 

In queste situazioni l’obbligo di utilizzare i dispositivi di illuminazione opera sia dentro sia fuori dai centri abitati.

È dunque possibile che un automobilista debba accendere i fari alle 10 del mattino anche mentre percorre una strada urbana, se le condizioni di visibilità lo rendono necessario secondo i presupposti stabiliti dalla legge.

Fari e luci di marcia diurne: non sono la stessa cosa

In determinate condizioni, le luci di marcia diurna, le cosiddette DRL (Daytime Running Lights), possono essere utilizzate in sostituzione degli altri dispositivi previsti dall’art. 152 del codice della strada.

La distinzione è importante: quando la legge parla di “fari accesi” non significa necessariamente che l’automobilista debba utilizzare sempre gli anabbaglianti. Se il veicolo è dotato delle apposite luci di marcia diurna, queste possono essere sufficienti nei casi in cui la normativa consente il loro impiego. 

Fari accesi di notte: la regola è diversa

Gli obblighi di illuminazione non riguardano naturalmente soltanto le ore diurne.

L’art. 153 del codice della strada stabilisce che, da mezz’ora dopo il tramonto del sole a mezz’ora prima del suo sorgere, durante la marcia devono essere accese le luci di posizione, le luci della targa e, quando prescritte, le luci d’ingombro; sui veicoli a motore devono essere utilizzati anche i proiettori anabbaglianti. 

La disciplina notturna va quindi tenuta distinta dall’obbligo diurno previsto dall’art. 152 per la circolazione fuori dai centri abitati.

E i veicoli storici?

L’art. 152 del codice della strada prevede una specifica eccezione per i veicoli di interesse storico e collezionistico.

Per questi veicoli non si applica l’obbligo di utilizzare i dispositivi previsti dall’art. 152 durante la marcia fuori dai centri abitati. 

L’eccezione, tuttavia, va letta correttamente: non significa che un veicolo storico possa circolare senza luci in qualunque situazione.

Restano infatti da considerare gli obblighi derivanti dall’art. 153, in particolare quelli collegati alla marcia notturna, alle gallerie e alle condizioni di scarsa visibilità.

Cosa succede se si circola senza fari quando sono obbligatori?

La violazione dell’art. 152 del codice della strada comporta una sanzione amministrativa da 42 a 173 euro, secondo gli importi riportati nel testo vigente della norma. 

Anche la violazione delle disposizioni dell’art. 153 è soggetta, in linea generale, alla sanzione amministrativa da 42 a 173 euro. Per la violazione delle disposizioni relative all’uso dei proiettori di profondità è, invece, prevista una specifica sanzione, attualmente da 87 a 344 euro. 

Fari accesi di giorno: la regola da ricordare

In definitiva, alla domanda “è obbligatorio tenere i fari accesi di giorno?” non si può rispondere semplicemente sì o no.

La regola può essere riassunta così:

Per le automobili, durante il giorno i fari sono obbligatori fuori dai centri abitati. Dentro i centri abitati, invece, l’obbligo scatta nelle situazioni previste dall’art. 153, come la circolazione in galleria o in presenza di nebbia, forte pioggia, neve o altre condizioni di scarsa visibilità. Per motocicli e ciclomotori l’obbligo di utilizzare le luci vale anche nei centri abitati.

È questa la distinzione fondamentale da conoscere per capire quando il Codice della strada impone di viaggiare con le luci accese anche in pieno giorno.

 

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